lunedì 6 luglio 2020
Ennio Morricone
Qualche anno fa riconobbi Ennio Morricone in un supermercato. Pensai: "Devo cogliere questa opportunità". Il giorno prima, con un semplice smartphone di quart'ordine, avevo ripreso la mia gatta impegnata nell'inseguimento di una pallina di carta stagnola. Il video, modestia a parte, era un capolavoro: c'era suspense, c'era ritmo, c'erano profondi significati, c'era una rilettura postmoderna della nostra epoca. Ma mancava qualcosa. Al supermercato fui colto da un'illuminazione: mancava la colonna sonora di Ennio Morricone. Mi avvicinai al maestro e gli mostrai il video. Alla fine chiesi con grande umiltà: "Può lavorarci su? Senza fretta, naturalmente. Non è una cosa urgente". E lui: "Ma fottiti".
mercoledì 1 luglio 2020
Georg Ratzinger
Georg Ratzinger tentò di convertirmi al cattolicesimo nel 2008, quando ci incontrammo per caso in un pub di Cologno Monzese.
Ma io gli dissi. "No, Georg, con me non attacca. La storia della trinità è davvero troppo cervellotica per i miei gusti. Sinceramente mi sento più vicino al satanismo".
A quel punto scoppiò a piangere.
Tutti gli avventori del pub si voltarono verso di lui perché non avevano mai visto nessuno singhiozzare in tedesco.
Cercai di tranquillizzarlo: "Stai calmo, Georg, vedrai che un giorno riuscirai a convertire qualcuno".
Ma lui era inconsolabile: "Sono un fallito. Mio fratello firma gli autografi e io faccio un buco nell'acqua dietro l'altro".
Tentai di distoglierlo dai pensieri negativi: "Georg, non pensare a quel crucco di Benedetto XVI, il secondo giro lo offro io".
Lui sorrise perché aveva davvero bisogno di ubriacarsi. Dimenticò persino di essere crucco almeno quanto suo fratello.
Ma io gli dissi. "No, Georg, con me non attacca. La storia della trinità è davvero troppo cervellotica per i miei gusti. Sinceramente mi sento più vicino al satanismo".
A quel punto scoppiò a piangere.
Tutti gli avventori del pub si voltarono verso di lui perché non avevano mai visto nessuno singhiozzare in tedesco.
Cercai di tranquillizzarlo: "Stai calmo, Georg, vedrai che un giorno riuscirai a convertire qualcuno".
Ma lui era inconsolabile: "Sono un fallito. Mio fratello firma gli autografi e io faccio un buco nell'acqua dietro l'altro".
Tentai di distoglierlo dai pensieri negativi: "Georg, non pensare a quel crucco di Benedetto XVI, il secondo giro lo offro io".
Lui sorrise perché aveva davvero bisogno di ubriacarsi. Dimenticò persino di essere crucco almeno quanto suo fratello.
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Alberto Bauli
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